Ricchezza spirituale della nostra “Chiesa Nuova”

colonnatoAl turista o al pellegrino che giunge a Massafra e che domanda: «Scusate, dov’è la chiesa nuova?» tutti i Massafresi naturalmente danno le indicazioni per raggiungere il nostro Duomo.

La chiesa al termine dei lavori di ristrutturazione della facciata sembrerà veramente “nuova”.

Vorrei accompagnarvi brevemente a scoprire la bellezza di questa enorme struttura per amarla e sentirla patrimonio di tutta la comunità massafrese.

La nostra chiesa, impropriamente chiamata di San Lorenzo, ma che invece è dedicata all’Immacolata, è orientata a est, nasce cioè come organismo a croce greca (cioè con i quattro lati uguali) inscritta in un quadrato, con 4 possenti pilastri destinati a sostenere il peso e le spinte della cupola.

Anticamente orientare le chiese significava costruirle in modo da avere l’abside rivolto ad oriente (est), in modo che il sacerdote ed i fedeli pregassero nella stessa direzione.

Mentre gli ebrei, infatti, costruiscono le loro Sinagoghe orientandole verso Gerusalemme e i Musulmani pregano verso La Mecca, i primi cristiani amarono da subito pregare orientati verso la nuova Gerusalemme celeste: la loro ferma convinzione era che con la seconda venuta, nella gloria, il Cristo risorto avrebbe radunato il suo popolo per costituire questa città celeste. Essi vedevano nel sorgere del sole un simbolo della Risurrezione e della seconda venuta. E questo simbolo è stato quindi trasposto anche nella preghiera. Vi sono elementi che ampiamente dimostrano che dal secondo secolo in poi, in gran parte del mondo cristiano, la preghiera era rivolta verso oriente.

Nel Nuovo Testamento, il significato della preghiera orientata (rivolta verso oriente) non è esplicito. Ciò nonostante la Tradizione ha individuato molti riferimenti testuali a questo simbolismo, come ad esempio: il “sole di giustizia sorgerà con raggi benefici” in Malachia 3, 20; “verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge” in Luca 1, 78; in Apocalisse 7, 2 vediamo l’angelo che sale dall’oriente con il sigillo del Dio vivente; e tante, infine, sono le immagini di luce nel Vangelo di san Giovanni. Ancora un’ultima annotazione: in Matteo 24,27-30, il segno della venuta del Figlio dell’Uomo con grande potenza e gloria, come la folgore che viene da oriente e brilla fino a occidente, è chiaramente la croce.

Stando nella navata centrale i fedeli, nella nostra chiesa, avvolti dalla “croce greca” hanno sempre lo sguardo e il cuore rivolto verso l’Oriente che è Cristo. Alzando poi un po’ lo sguardo verso il “catino absidale” potranno attendere con fiducia la venuta del Signore accompagnati dal simbolo mariano delle lettere A e M incrociate che nella tradizione sono l’acrostico di “Auspice Maria” (cioè “sotto la protezione di Maria”) o, secondo altre versioni, di “Ave Maria”. La veduta aerea della nostra chiesa fa risaltare la maestosità di questa croce orientata verso est: è un invito a tutti a non perdere l’Oriente. Maria aiuti la nostra comunità massafrese a non “disorientarci”!

Continuando a “visitare” la nostra chiesa notiamo che la struttura architettonica acquista movimento nella facciata ad ovest, cioè l’ingresso, ove a sostegno di un architrave e di un timpano triangolare si innalzano otto colonne non scanalate in solida pietra di Citignano, sormontate da capitelli jonici.

Proprio quest’area è interessata dall’attuale restauro, che, per la precisione, è stato voluto e avviato dal precedente arciprete don Sario; io sto solo portando a termine l’opera.

Certo che il restauro preventivato era solo per il timpano, l’architrave e tutto il frontone della facciata nella zona del tetto, e i soldi erano solo per questo. Ma con sguardo attento stiamo valutando con l’ing. Emilio Balestra e l’impresa di provvedere anche al restauro e alla relativa pulizia delle otto colonne e forse anche di tutta la muratura.

Chiaramente c’è un aggravio di spesa non prevista, ma dobbiamo buttarci nell’avventura. Spero proprio che i parrocchiani e i Massafresi sentano la responsabilità di sostenere il restauro di questo patrimonio che i nostri padri ci hanno lasciato; il Duomo con il suo “cupolone” è una delle tante ricchezze della nostra terra massafrese da tutelare e sostenere: partecipare alle spese diventa un vanto e un onore.

don Fernando Balestra, Parroco

 

Per eventuali donazioni si può versare in Parrocchia oppure con Bonifico bancario presso la BCC di Massafra: Cod. IBAN – IT19 Q070 9478 9500 0100 0000 624